Friday, November 18, 2011

Il cimitero degli elenchi

   Una volta nelle case delle nonne avevano un posto speciale, riservato a loro, sempre lo stesso che così sapevi sempre, subito, dov'erano. Erano l'elenco del telefono e le pagine gialle: voluminosi, con le pagine di quella carta che sembra gia' vecchia anche se le sfogli per la prima volta. Ogni anno gli elenchi venivano gelosamente custoditi, consultati a più riprese, erano la fonte primaria di contatto con tutto il mondo esterno, cioé la tua città. L'elenco, poi, era una sorta di piccolo facebook in cui potevi cercare qualcuno, e lo trovavi, perchè c'erano proprio tutti, catalogati per ordine alfabetico e raggiungibili solo se erano a casa, accanto all'unificato bigrigio, uguale per tutti.
   Ogni anno, ad una certa data, arrivava l'omino della sip, prendeva in carico il vecchio elenco e le pagine gialle e ti consegnava le nuove che finivano sullo stesso scaffale, sempre a portata di mano. Spesso, da bambino, cercavo il numero di telefono della mia famiglia, mi dava un senso di sicurezza, un senso di presenza trovare noi stessi sull'elenco. E poi c'era lo stupore di scoprire che Milano e Roma, le due citta' più grandi, avevano addirittura un elenco doppio, un tomo dalla A alla L e un altro dalla M alla Z, ché i numeri erano davvero troppi.
   E l'avatielenco? Una finestra sul mondo con quel planisfero con i fusi orari e i prefissi internazionali di tutti i paesi, numeri vietatissimi perche' costosi, ma ammantati di fascino e mistero: chi ti avrebbe mai risposto in Sudafrica? Che lingua sconosciuta avresti sentito telefonando in India? E quel prefisso per chiamare l'America, 001, che ti dava il senso di un primato.
In questi giorni è venuto l'omino dell'elenco, non ha portato via il vecchio perchè non lo aveva quasi nessuno nel palazzo, i nuovi elenchi li ha lasciati fuori dalle porte di casa. E poche ore dopo sono finiti così.

3 comments:

Calzino said...

Queste cose un pochino mi spaventano. Chissà dove andremo.

PiC said...

Non devi fare così. Lo sai che poi entro nel tunnel dei ricordi e non mi ferma più nessuno. e comunque si stava meglio prima, sient' amme

Artemide Diana said...

Hai proprio ragione.