Wednesday, March 24, 2010

Una triste atlantide

Gli indiani la chiamavano New Moore Island. I bengalesi South Talpatti Island. Era un'isoletta di 3 chilometri quadrati e mezzo nel golfo del Bengala, quello dove ci portava Salgari da ragazzini, che negli ultimi trent'anni è stata contesa dai due paesi. India e Balgladesh non si sono mai sparati per quel pezzetto di terra, ma gli indiani c'avevano mandato anche i militari per piazzarci una bandiera, mentre le navi bengalesi incrociavano minacciose all'orizzonte. Poi a far sparire la tensione c'ha pensato il riscaldamento globale: l'isoletta, infatti, è scomparsa improvvisamente, inghiottita dalle onde, da un'alta marea che non è più calata. Già, perchè nel Golfo del Bengala fino al 2000 l'acqua saliva di tre millimetri l'anno, mentre negli ultimi dieci anni è salita di 5 millimetri l'anno. Ma tanto, il riscaldamento globale è tutta una frottola inventata dagli scienzati per chissà quali meschini interessi reconditi, vero?

Thursday, March 11, 2010

Door to door


Lunga fila di venditori porta a porta davanti al Quirinale. Tutti con un contratto già pronto a cui manca solo la firma. Ma la danno per scontata.

Wednesday, March 10, 2010

In Italia si mangia bene, ma voi beccatevi i surgelati

M'imbatto per caso, leggiucchiando People, sulla pubblicità di un nuovo reality americano sponsorizzato da una azienda alimentare italiana. Si chiama "Into the heart of Italy" e mostra le gesta culinarie di Marisa Tomei che, insieme a due sedicenti star Usa anch'esse dal cognome che tradisce l'origine italiana, se ne va in giro per il Belpaese facendo scoprire agli americani i funghi dei boschi piemontesi, le tradizioni dei nostri formaggi, i segreti degli chef toscani e via assaggiando.
Bene, penso, chissà che acquolina in bocca oltreoceano, chissà che impennata di acquisti di parmigiano, bresaola e porcini. E invece la triste sorpresa finale: lo sponsor è "Bertolli Frozen Meals", perchè, alla fine, mi sa che una vecchia legge del marketing dice che devi dare ai clienti quello che comprano, non quello che desiderano.

Tuesday, March 09, 2010

L.A. 2010: la rivincita delle veline

E va bene, tocca arrenderci. Se avete una figlia che vuole fare la velina con quale coraggio ora le direte di no? Lei vi spiattellerà in faccia la foto della Canalis in prima fila alla notte degli Oscar, pronta a consolare il deluso George Clooney. E voi? Che potete dirle? Rischiate che fra un po' abbia una fotogallery con la Corvaglia alla serata dei Nobel e la Melissa Satta tedofora alle Olimpiadi. Non c'è speranza.

Ma magari vi capita di avere culo e che vostra figlia voglia fare la regista. E già perchè ora ha un esempio da seguire, l'ottima Kathryn Bigelow che aveva già convinto negli anni da Blue Steel a quel capolavoro di Point Break fino a Strange Days e che ora con The Hurt Locker ha infranto, proprio alla mezzanotte dell'8 marzo, il tabù che aveva precluso l'Oscar per la miglior regia alle donne nelle precedenti 81 edizioni degli Oscar. Ad annunciarlo una emozionata Barbara Streisand che si è tradita subito, dicendo "The time has come" prima di pronunciare il nome della Bigelow.

Tra i pensierini da Oscar non manca un pizzico di delusione per i mancati premi a Tarantino, che almeno l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, già vinto con Pulp Fiction, l'avrebbe meritato ma si è consolato con la strameritata statuetta a Christoph Waltz miglior attore non protagonista finalmente vincente dopo le nomination rimaste tali per Samuel L. Jackson in Pulp Fiction e e Robert Foster in Jackie Brown.

Sullo schermo del Kodak Theatre è apparso pure Andreotti nella maschera di Toni Servillo ne Il Divo. Strano pensare che in una intera sala, per una volta, nessuno probabilmente avrà riconosciuto Andreotti. Anzi no, c'era la Canalis quindi... proprio nessuno l'ha riconosciuto.

Ultima citazione per Stephen Dorff, l'ex diacono Frost di Blade, che a soli 37 anni ha avuto un crollo estetico che mi ricorda quello di Andrè Agassi.

Sunday, March 07, 2010

Una notte a tifare per la Bigelow e Quentin

Stasera si assegnano gli Oscar 2010. Non so se riuscirò a stare sveglio, ma non sarebbe male svegliarsi domani mattina e leggere che nel giorno della festa della donna il premio per la miglior regia è andato a Kathryn Bigelow, anche perchè la statuetta per il best director negli 81 anni di storia di Hollywood non è mai andata ad una donna.
Ovviamente tifo anche per Tarantino e il suo Inglorious Basterds, di gran lunga il miglior film dell'anno scorso.
So che il mio tifo sarà forse deluso in parte: dare la miglior regia alla Bigelow e il miglior film a Tarantino, vorrebbe dire lasciare Avatar a bocca asciutta, e mi pare dura.

Wednesday, March 03, 2010

Frecciarossa o doppia freccia?

Chiamo un amico che è sulla Tav Napoli-Roma. Nessun rumore di fondo, "cavolo che bella insonorizzazione c'hanno sti' vagoni", penso. Poi una voce femminile irrompe nella nostra conversazione "Il treno ripartirà tra dieci minuti". "Ma come - gli dico - siete fermi?". "Sì, già da un quarto d'ora". Il frecciarossa mette la doppia freccia.

Monday, March 01, 2010

Grande voglia di impegno sociale

Leggo casualmente dal Twitter di Milla Jovovich: "Vado a Milano e Amsterdam per parlare con la stampa per la campagna di Tommy Hilfinger sulla consapevolezza del rischio di cancro al seno. Non vedo l'ora di tornarmene a casa!"